biografia


Simona Weller: Biografia essenziale

Simona Weller(Roma 1940). Vive e lavora nel borgo medievale di Calcata (VT). Diplomata all’Accademia di Roma dopo lunghi soggiorni di studio in Oriente (da Bangkok al Cairo), nel 1973 si impone all’attenzione della critica alla X Quadriennale di Roma con grandi tele astratte dove la pittura si mescola a lettere e scrittura. Nel corso degli anni ‘70 sarà presente alla Quadriennale di Roma, alla Biennale di Venezia (1978- Materializzazione del linguaggio a cura di Mirella Bentivoglio) e di San Paolo del Brasile, oltre che all’International Kunstlerinnen di Berlino. Artista poliedrica, da sempre affianca alla sua attività di pittrice (e poi anche ceramista), quella di scrittrice in un percorso di ricerca e ricostruzione storica sulla presenza delle donne nell’arte: nel 1976 pubblica un libro inchiesta sulle artiste italiane del Novecento, Il Complesso di Michelangelo, e un saggio sulla creatività femminile, Il Privato come politica. Negli anni ’80 e ‘90, mentre cresce la sua affermazione artistica a livello internazionale (è presente in numerose collettive in Europa come in Cina), intensifica anche la sua produzione saggistica e letteraria. Scrive articoli, studi, racconti: dall’80 al ‘93 cura una rubrica d’arte sul mensile “Noi Donne”, nell’88 un numero monografico della rivista Minerva sulle donne nell’arte dal Medioevo ai giorni nostri; nel ‘94 pubblica il racconto lungo Il Pantano del Diavolo.

Simona Weller davanti ad un suo dipinto

Nel 1998 esce la prima biografia romanzata di una grande artista: Ritratto di Angelica, dedicata alla pittrice svizzera Angelica Kauffmann (Avagliano Editore, tradotto in Austria e Germania). Nel 2000 e 2002 seguono, sempre per Avagliano, “Una Rosa nel cuore” e “Suzanne”, entrambi dedicati alla vita avventurosa di Suzanne Valadon. Infine è del 2015 La storia della pittrice futurista Benedetta Cappa, raccontata in Marinetti Amore Mio (Marlin Editore). Nel 2018 è invitata da Benedetta Carpi de Resmini, alla mostra Magma il corpo e la parola nell’arte delle donne tra l’Italia e la Lituania dal 1965 ad oggi presso l’Istituto Centrale della grafica a Palazzo Poli a Roma. Nel 2019 è invitata da Raffaella Perna alla mostra Il Soggetto imprevisto, 1978 Arte e Femminismo in Italia presso i Frigoriferi Milanesi; sempre nel 2019 tiene una personale a Napoli presso la galleria Tiziana di Caro, dal titolo “La Pittura è facile e difficile come l’amore”. Nel 2022 è invitata da Andrea Viliani e Cristiana Perrella alla ricostruzione della mostra del 1978 Ri-materializzazione del linguaggio presso la Fondazione Antonio Dalle Nogare a Bolzano, con l’opera “Diario al muro”, di questa opera l’artista scrive: ”Nel 1977- ’78 ho cercato di fare un’opera riassuntiva di una mia certa schizofrenia del fare …Diario al muro, oltre a sintetizzare in modo esauriente quanto avevo fatto fino ad allora, mi ha per la prima volta posto il problema dei vuoti, delle pause di meditazione, del colore costruito dal segno o dal collage e del colore puro senza segno.”

Nel 2023 ha partecipato alle collettive: “Il segno è l’esemplare parlato”, Galleria Sara Zanin project, Roma e “Fare Uno. Dalla parola al Segno un dialogo possibile”, galleria Erica Ravenna, Roma, inoltrea luglio è invitata dalla direttrice della Galleria Nazionale d’arte Moderna di Roma, Cristiana Collu, ad esporre proprio l’opera del 1978 “Diario al muro” presso la sala Merini. A ottobre 2023 si inaugura la personale “Frammenti di un discorso sul metodo” presso la galleria Erica Ravenna di Roma. Nel 2024 entra a far parte della collezione dell’Istituto centrale per la grafica con la mostra Acquisizioni da Parmigianino a Kentridge a cura di Maura Picciau.

1986 - Nello studio di Colle Nibbio mentre termina l'opera "Plenilunio"